domenica 20 aprile 2014

Roma giovedì 24, Sit in: No Ogm


Giovedì, 24 aprile, dalle 13 alle 16:00, Sit in davanti al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali in occasione di una riunione tra il Ministro Martina e gli Assessori Regionali sul tema OGM. 

Le multinazionali OGM e i Governi mondiali stanno giocando con la vita delle persone e del pianeta tutto.


sabato 19 aprile 2014

Ogm Liberi in Italia?



Il Chinino riparte con il primo numero del 2014

Polline e pesticidi: il rapporto di Greenpeace

Fonte: www.apilombardia.it

Bee pollinating a flowerROMA, 16/04/2014 - Oltre due terzi del polline raccolto dalle api nei campi europei e portato ai loro alveari è contaminato da un cocktail di pesticidi tossici. Questo è il risultato allarmante di un nuovo studio di Greenpeace International, pubblicato oggi nell’ambito della campagna europea per salvare le api e proteggere l'agricoltura. Le sostanze chimiche rilevate nei pollini comprendono insetticidi, acaricidi, fungicidi ed erbicidi, prodotti da aziende agrochimiche come Bayer, Syngenta e BASF.
Il rapporto “Api, il bottino avvelenato” è il più vasto nel suo genere a livello europeo in termini di aree geografiche interessate e numero di campioni prelevati simultaneamente, con oltre 100 campioni provenienti da 12 Paesi. In totale sono state individuate 53 diverse sostanze chimiche. Lo studio evidenzia le alte concentrazioni e l’ampia gamma di fungicidi presenti nel polline raccolto vicino ai vigneti in Italia, l'uso diffuso di insetticidi killer delle api in quello dei campi polacchi, la presenza di DDE (un prodotto di degradazione del DDT, tossico e bioaccumulabile) in Spagna, il ritrovamento frequente del neonicotinoide thiacloprid in molti campioni raccolti in Germania.
"Il rapporto conferma l’elevata esposizione di api e altri impollinatori a un pesante cocktail di pesticidi tossici. C'è qualcosa di fondamentalmente sbagliato nell’attuale modello agricolo, basato sull'uso intensivo di pesticidi tossici, monocolture su larga scala e un preoccupante controllo dell'agricoltura da parte di poche aziende agrochimiche come Bayer, Syngenta & Co" dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura sostenibile di Greenpeace.
Il rapporto conferma i risultati di un recente studio dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che evidenzia vaste lacune conoscitive sulla salute delle api e degli impollinatori in genere, tra le quali gli effetti dei "cocktail di pesticidi" a cui sono esposti, e invita l'Ue e i governi nazionali a colmare queste lacune con ulteriori indagini scientifiche.
“Le api, e non solo loro, sono potenzialmente esposte a veleni micidiali. È l’ennesima dimostrazione che è necessario un cambiamento radicale verso un’agricoltura più sostenibile e l’Europa deve fare la sua parte, subito.” conclude Ferrario.
Alla luce di quanto riscontrato dal nuovo rapporto sulla contaminazione del polline, Greenpeace invita la Commissione europea e i governi nazionali a vietare completamente l’utilizzo dei pesticidi clothianidin, imidacloprid, thiamethoxam e fipronil, attualmente sottoposti a un divieto temporaneo e a vietare gli altri pesticidi dannosi per api e altri impollinatori (compresi clorpirifos, cipermetrina e deltametrina). Greenpeace chiede inoltre l’adozione urgente di piani d'azione per le api al fine di valutare gli effetti dei pesticidi sugli impollinatori e ridurne l’utilizzo; di stimolare ricerca e sviluppo di tecniche non inquinanti per la gestione dei parassiti e promuovere la diffusione di pratiche agricole ecologiche.
Per protestare contro la presenza dei pesticidi killer delle api nel polline, oltre 20 attivisti di Greenpeace hanno aperto oggi uno striscione di 170 metri quadri di fronte al quartier generale della Bayer, a Leverkusen (Germania), con la scritta: "Bayer: smettila di ucciderci", simbolicamente tenuto da due api. Con questa azione gli attivisti stanno ulteriormente sottolineando come l'industrie agrochimiche siano le principali responsabili del declino delle api nell’attuale modello agricolo industriale.

Terza Edizione di "Lievito" a Latina


Il Chinino Agri-Cult: Non avrete i nostri Semi

Il 2014 è l’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare (Aiaf), stabilito dalle Nazioni Unite con lo scopo di difendere un modello produttivo di piccola scala, rurale, genuino e sostenibile.
L’agricoltura familiare è un antidoto contro l’insicurezza alimentare, i cambiamenti climatici e aiuta la protezione delle risorse naturali. Nel sesto censimento generale dell’agricoltura del 2012 prevale la conduzione familiare, anche se l’aumento della gestione del fondo da società di capitali o cooperative, evidenzia una necessità legata al periodo di crisi economico e alle nuove tecnologie usate in agricoltura. 

Sono mille e 382 le aziende coinvolte nella produzione di colture per l’alimentazione d’impianti biogas. Con meno del 32,4 per cento delle aziende rispetto al 2000, cala anche la conduzione familiare (95,4 per cento), alimentata da ruralità, cultura contadina e disponibilità di superficie coltivabile media per azienda (circa 8 ha). Per conservare la biodiversità agricola e alimentare, e arginare le problematiche globali, si adoperano molte associazioni e movimenti: i Seed Savers (in Italia, Civiltà Contadina e Rete dei Semi Rurali). La loro azione cerca di conservare semi antichi, riprodurre le varietà e scambiarli all’interno della rete solidale per contrastare le nuove politiche industriali sulle sementi e il loro brevetto: da anni l’agro industria ha messo in atto una politica di ibridazione e di brevetti sui semi, inducendo i contadini a non riprodurre le varietà antiche, con il controllo sulle produzioni agricole e la qualità della biodiversità alimentare. Inoltre le multinazionali (Monsanto, Basf, Sygenta), hanno acquistato ditte sementiere trasformandole in filiali speciali che eliminano le varietà antiche, sostituite da ibridi F1 e semi transgenici (Ogm).

La pianura pontina, nonostante la biodisponibilità agricola, ha assunto fin dalla sua nascita un modello agricolo moderno, le colture specializzate nell’alimentazione animale prodotte hanno avuto un ruolo prevalente, la diffusione delle cooperative ha favorito l’uso di semi ibridi F1. Così le varietà antiche sono quasi scomparse: ne rimangono poche nelle realtà agricole di collina e nelle aziende biologiche e biodinamiche.

Il sistema di progresso moderno indicato dai summit internazionali chiede sostenibilità ambientale con la produzione di energia dalle piante, per ridurre l’uso delle fonti fossili e diminuire le emissioni nocive per il clima. Vivremo lo stravolgimento dell’equilibrio agricolo, con la totale copertura di colture ibride e nella peggiore delle ipotesi da quelle transgeniche. La strategia delle multinazionali è un progetto da 30 milioni di dollari: una banca genetica dei semi, un bunker sotto il permafrost del Mare di Barents, dove si conservano 4,5 milioni di varietà di sementi: la “banca dell’Apocalisse” contro la perdita botanica del patrimonio genetico tradizionale delle sementi in caso di catastrofe mondiale.


La resistenza contadina però continua. Un esempio è a Latina con il Manifesto “Banca della Zappa”, ideato da Roberto Lessio, agricoltore biologico, giornalista e ambientalista. La lotta troverà un percorso unico con la “Carovana Internazionale di Solidarietà per i Semi”, a Firenze il 29 aprile prossimo, che rafforzerà l’intenzione di continuare la storia dei nostri nonni, proteggere i nostri figli, tutelare la biodiversità coltivata, continuare a scegliere da soli il nostro cibo.