sabato 14 febbraio 2015

L'autosufficienza Alimentare non è un Miraggio


foto e testo di Gianpaolo Danieli

Chissà se gli ingegneri e gli architetti che hanno costruito in questo territorio borghi e città, trasformandolo e mutandolo a misura d’uomo, hanno pensato all’impronta architettonica e funzionale che avrebbe avuto l’agricoltura sul territorio. Uno dei disegni dell’epoca raffigurava Pontinia e i suoi edifici principali, come un esempio di città giardino. E infatti così suddivisa, con i canali che l’attraversano, le fasce frangivento a protezione dei piccoli riquadri coltivabili, Pontinia è una città giardino. Un piede fuori dal canale Botte o dal Sisto, dove finiscono edifici industriali e abitativi, le linee rigide delle suddivisioni catastali raccontano il lavoro di mani nella terra. Una terra ricca di sostanze minerali, di humus per il suo lungo trascorso da palude, una terra che ha donato varietà di cereali, frutti e ortaggi in evoluzione con la storia agricola dell’Italia. Basterebbe solo immaginare lo splendore architettonico che mille e più orti biodiversi potrebbero ridisegnare la nuova identità comunale. Lasciare per un attimo da parte i fattori produttivi di crescita e tutte le tesi finanziarie, per poter sognare ad occhi aperti un territorio agricolo nuovo, dove l’urbano si integra alla perfezione con elementi permaculturali, grandi orti sinergici che producono cibo buono senza pesticidi, ad impatto quasi zero, giardini di frutti dimenticati, varietà autoctone riscoperte, frangivento di eucalipto curate e ampliate da altre essenze arboree, allevamenti al pascolo, lunghe distese di erbai naturali, grani antichi e campi di sovescio colorati di fiori, profumi di erbe officinali e persone felici delle proprie tradizioni contadine pronti a scambiare i doni e i saperi della terra. Stiamo vivendo un periodo che chiamano “Crisi”, per via del grande sistema produttivo che muore, perché nuove conoscenze scientifiche prenderanno il sopravvento sulle teorie del passato. Una piccola frattura nel sistema si sta aprendo, quale miglior momento nella storia dell’uomo per mettere in pratica, un modello sostenibile, ecologico e più umano? In tutta Italia, il fenomeno della Resilienza, ovvero la scienza di adattarsi al cambiamento è già in atto. il progetto “Italia che Cambia”, tratto dal lavoro editoriale di Daniel Tarozzi “Io faccio Così”, ha già mappato 671 nuove realtà. Ecovillagi, Borghi abbandonati rivissuti con pratiche ecosostenibili, Orti Urbani, Gruppi d’Acquisto Territoriali, Comuni Virtuosi, Sentieri Bioregionali e Reti di Economia Solidale sono gli esempi attivi. Ma non solo in Italia; Come ci dimostra il docufilm “A New We”, in Portogallo c’è l’ecovillaggio Tamera, il Krishna Valley in Ungheria, lo Schloss Galrisegg in Svizzera, e poi anche in Francia e in Spagna; La Gran Bretagna e l’Irlanda detengono il primato con circa duecentocinquanta comunità. Non è un caso che a Todmorden è nato il progetto Incredible Edible, il quale prevede che entro il 2018 la città sarà totalmente autosufficiente di frutta e verdura. In che modo? Aiuole di cibo negli spazi pubblici e grandi frutteti in pieno centro urbano, dove le persone possono prendere il cibo, in cambio di una mano per mantenere in vita le aiuole coltivate. Ad oggi se ne registrano circa ventuno nuove comunità di questo genere, ma non solo aiuole e frutteti, ma anche istruzione e consapevolezza del cibo e del cambiamento in atto. Pontinia in quale modo sta rispondendo al cambiamento? E quali progetti potranno ridare linfa al paese nel prossimo futuro? Studiosi del paesaggio o del processo creativo ancora non ne abbiamo, ma presto un cambio generazionale sarà d’obbligo, noi de Il Chinino speriamo che la Resilienza abbia la meglio anche per il nostro piccolo comune di appena ottanta anni.

sabato 29 novembre 2014

ANTICHE SEMENTI PERDUTE E SALVATE

CONFERENZA IN STREAMING LIVE:CON ALBERTO OLIVUCCI 

CHI È ALBERTO OLIVUCCI? 
Alberto Olivucci nato a Rimini nel 1963, ha gestito un punto vendita di alimenti biologici dal 1985 al 1992. Ha poi deciso di lasciare la vita cittadina per vivere un'esperienza in campagna, a contatto con la natura. Dal 1990 abita sulle colline marchigiane, vicino San Leo, coltivando con metodo biologico piante aromatiche e sementi, in continuo contatto con i seed savers di tutto il mondo. Presidente di Civiltà Contadina, Associazione che promuove la conservazione di semi e la ricerca di varietà antiche. Dal 2005 organizza corsi per la salvaguardia della biodiversità e l'autoproduzione delle sementi ortive.


Guarda lo STREAMING.
Diffondete fra amici e conoscenti interessati.

martedì 18 novembre 2014

No Discarica di Velletri

Condivido il comunicato stampa del circolo La Spinosa di Velletri

“Comunicato stampa del comitato No biogas – No Discarica di Velletri.”
“Giovedì prossimo 20 novembre, alle ore 15,00 in punto, si terrà un Sit-In sotto la sede del Comune di Velletri, in piazza Cesare Ottaviano Augusto n. 1, tutta la cittadinanza è invitata a partecipare con fischietti e trombette! “
“Due le richieste immediate: sospensione immediata delle procedure d’approvazione dei impianti e istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta ad hoc sul ciclo dei rifiuti di Velletri e dei Castelli Romani.”

Il Comitato No Biogas – No Discarica di Velletri ha organizzato per giovedì prossimo 20 novembre, alle ore 15,00 in punto, un Sit-In sotto la sede del Comune di Velletri, in piazza Cesare Ottaviano Augusto n. 1. Con questa nuova iniziativa pubblica, intendiamo chiedere al sindaco Fausto Servadio ed a tutti gli amministratori pubblici competenti la sospensione immediata delle procedure amministrative di approvazione sia dell’impianto “bio” gas della Volsca Ambiente e Servizi spa, sia della Città della Monnezza, da noi soprannominata Malagrotta bis”, della Ecoparco srl. Ma anche, data la gravità della situazione, l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta ad hoc sul ciclo dei rifiuti di Velletri e dei Castelli Romani. Contro entrambi gli impianti ad ottobre circa 200 imprenditori e cittadini di Velletri, Lanuvio, Aprilia e Cisterna hanno presentato alla Regione Lazio ed alla Provincia di Roma delle articolate osservazioni tecniche di contrarietà firmate da tecnici iscritti ai rispettivi albi professionali: un chimico, un agronomo, un architetto e un perito industriale.
In particolare, l’impianto a “Bio” gas della Volsca Ambiente e Servizi srl, che costerà oltre 20milioni di euro di soldi pubblici, dovrebbe sorgere in località Colle Rosso, nei pressi di contrada Lazzaria. E’ stato progettato con assegnazione diretta e senza gara d’appalto dagli ingegneri Gian Maria Baruchello e Bruno Guidobaldi, considerati molto vicini al monopolista dei rifiuti Manlio Cerroni. E dovrebbe trattare oltre 33mila tonnellate di rifiuti all’anno.
La “Città della Monnezza” della Ecoparco srl, viceversa, dovrebbe nascere in località Lazzaria, a pochi metri dal “bio” gas Volsca. Il progetto prevede, in particolare,  la realizzazione nel bel mezzo dei campi coltivati a vigne, uliveti e frutteti a perdita d’occhio di: una mega discarica da 2milioni di metri cubi, un TMB da 100mila tonnellate, un impianto per il trattamento di 30mila metri cubi di rifiuti speciali liquidi e un altro “bio” gas da 40mila tonnellate.
Entrambi i progetti, in ogni caso, comporterebbero l’arrivo di oltre 200mila tonnellate all’anno di rifiuti indifferenziati, trasformando le nostre terre in un vero e proprio immondezzaio.
Alla faccia dei clamorosi arresti di gennaio scorso e dell’avvio dello storico “processo Cerroni”, il monopolio del “re di Malagrotta” anziché arretrare sotto i colpi della giustizia, sembra estendersi e rafforzarsi: ma noi diciamo no!
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare numerosa all’iniziativa pubblica con fischietti e trombette!

COMITATO NO BIOGAS NO DISCARICA 

venerdì 7 novembre 2014

Quando i Pesticidi sono nel piatto e nelle scuole

foto: Photos.com
Articolo pubblicato su "Il Chinino" - Ottobre 2014
rubrica Agri-Cult di Gianpaolo Danieli

Era il 2012 quando Legambiente lanciava l’allarme sulla salute, con il rapporto annuale: residui dei fitofarmaci nei prodotti ortofrutticoli. Risultavano, fuori legge lo 0,6 % dei campioni, mentre il 18 % degli analizzati conteneva residui di un solo pesticida, il 17 % di 8 – 9 fitofarmaci diversi.

Tra le sostanze maggiormente rinvenute: l’insetticida clorpirifos, riconosciuto come interferente endocrino neurotossico, il fungicida captano, riconosciuto dall’Epa come possibile cancerogeno e l’insetticida fosforganico Fosmet, tossico per le api. Dopo due anni l’Associazione amica dell’ambiente ha smesso di fare dossier sui pesticidi, oggi le rassicurazioni arrivano dalla Efsa (Autorità Europea per la sicurezza Alimentare) con la relazione annuale a tutela dei consumatori dichiara che: “non esiste alcun rischio per la salute dei consumatori tramite la dieta per il 99% dei 171 pesticidi valutati”. Il professor Giuseppe Altieri, agro-ecologo non è della stessa opinione: “l'Italia ha raggiunto il triste record mondiale dei tumori dell'infanzia, con tasso doppio di quelli neonatali, rispetto alla media UE (fonte OMS), mentre l'aspettativa di vita sana si è ridotta di oltre 10 anni dal 2004 ad oggi (fonte Eurostat). Parallelamente, diserbanti, disseccanti totali (distruttori del paesaggio, con le colline colorate d'arancio), pesticidi, si usano in Italia in quantità vergognose con oltre il 30% di tutto il consumo Europeo (!), inquinando le falde (118 pesticidi rilevati nelle acque potabili – fonte ISPRA/Arpa) e le catene alimentari”. Secondo il National Coalition for Pesticide-Free Lawns, dei 30 pesticidi più comuni: 19 risultano cancerogeni; 13 sono legati a malformazioni fetali; 21 hanno effetti sulla fecondità; 15 sono neurotossici; 26 sono dannosi per fegato e altri organi. La lista delle ricerche scientifiche si allunga con i documentari dei registi francesi Marie-Monique Robin e Jean-Paul Jaud: “Il Mondo Secondo Monsanto” e “I nostri figli ciaccuseranno”. Quello che emerge dalla tavola rotonda di ISPRA e ISDE dello scorso marzo, che in Italia vengono impiegate 175.000 tonnellate di pesticidi, pari a circa 3 kg a persona. Quali effetti determinano e determineranno sui principali componenti degli ecosistemi e sull’uomo? Viviamo una guerra chimica, dove i nostri nemici sono: muffe, insetti, ed erbacce, ma anche noi stessi. Il controllo delle piante "infestanti", ha sempre attanagliato il pensiero dell’agricoltore. In seguito all’uso che ne è stato fatto del defogliante “Agente Orange” durante la guerra in Vietnam, si è favorito l’introduzione della chimica in agricoltura e da allora l’agricoltore ha subìto le scelte industriali. I pesticidi hanno soppiantato le tecniche meccaniche, introducendo un nuovo modo di fare agricoltura, riconosciuta con la parola: “convenzionale”. Semi ibridi resistenti agli erbicidi xenobiotici, sono l’unica soluzione per le industrie del settore. Di erbicidi se ne fa un uso smodato non solo per la produzione alimentare, ma anche per la manutenzione del verde, per esempio campi da golf, strade, ferrovie e aree pubbliche. Con l’educazione ambientale possiamo ottenere dei risultati, ponendo come prerogativa la tutela della salute. I volontari dell’Associazione Cantiere Creativo con il progetto “Orto Circuito”, hanno realizzato nella scuola elementare di Borgo Pasubio, un micro ecosistema: orto sinergico, compostiera, casa degli insetti, aiuola piante perenni, aromatiche. L’ecosistema in questione è stato minato dalla manutenzione della municipalizzata con l’uso di un erbicida non selettivo di post emergenza a base di Glifosato, lungo le recinzioni e marciapiedi della scuola. A tutto c’è rimedio se cambiano gli intenti, il dirigente Sebastiano Gobbo della municipalizzata, sta trovando un’alternativa ai pesticidi e l’Associazione responsabile del progetto è intervenuta con una petizione per cambiare l’opinione dei politici sull’uso dei pesticidi in aree pubbliche. Nella commissione ambiente della Camera con la proposta 1560, “limiti all’impiego di sostanze diserbanti chimiche”, si lavora per renderla legge. Ma a ciò c’è già rimedio, se si applica il D.L del 22 Gennaio 2014: adozione del Piano di azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. Ci sono comunità che hanno iniziato a percorrere la strada del biologico, come è avvenuto lo scorso settembre a Malles Venosta, dove con un referendum si è deciso di bandire su tutto il territorio comunale di Malles l’uso dei pesticidi. La proposta è giunta dal primo cittadino che insieme ad un’equipe di medici e biologici ha fatto in modo, attraverso lo strumento democratico, di inserire una nuova regola nello statuto comunale della provincia autonoma di Bolzano. Un atto incoraggiante che ogni primo cittadino dovrebbe cogliere, specialmente se le amministrazioni sono capeggiate da medici.

giovedì 11 settembre 2014

Un freno al business del biogas

fotografia di Fabrizio Bellachioma
Dall'ultimo numero de "Il Chinino" di Agosto 2014.

Agri Cult è la rubrica che conduco sul free press di Pontinia.

Lo stop alle cupole verdi arriva dall’amministrazione comunale con la delibera numero 23 del 10 luglio 2014, che mette un freno al proliferare degli impianti Biogas. Potranno essere prese in considerazione e valutate le biomasse derivanti per oltre il 50% in termini di peso, dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali. Per poter generare energia da un digestore Biogas, c’è bisogno di una sostanza organica (biomassa) da accumulare dentro una cisterna in cemento (la cupola verde) in assenza di ossigeno. Per biomassa si intende qualsiasi materiale organico: liquami e letame bovino, suino e avicolo, legno verde triturato, scarti della lavorazione agro-industriale, coltivazioni vegetali dedicate o residuali, compresi i fanghi di depurazione fognari e industriali e la frazione umida dei rifiuti solidi urbani. La biomassa viene distrutta dai batteri creando così il Gas (Ch4, H2S, O2 e Co2), metano al 55%. Il gas prodotto viene bruciato a 800/900°C, sprigionando nanoparticelle Pm 2,5 e tanti altri elementi nocivi per la respirazione umana. Un motore fa girare la turbina e da questa energia. Il materiale inserito quando perde la sua azione per gli addetti ai lavori è un sottoprodotto, un ammendante di elementi minerali: azoto, fosforo, potassio, per le regole Europee è un rifiuto speciale che va trattato con metodi di compostaggio e solo successivamente integrato nei terreni come ammendante. Quasi tutti gli studi agrari confermano che il digestato (il rifiuto a fine processo) è un buon ammendante per le coltivazioni, altri professori universitari, per esempio Michele Corti, docente di zootecnia montana all'università degli studi di Milano, autore del blog: sgonfiabiogas, lancia un grido d’allarme ai dirigenti delle Asl. “La fermentazione anaerobica favorisce la produzione di batteri sporigeni come il Clostridium Botulinum, Salmonella ssp., Lysteria monocytogenes e Escherichia coli”. Continua: “Il processo di pastorizzazione non basta, c’è sempre il rischio che i Clostridi possono sopravvivere e colonizzare i terreni, causando infezioni nelle ferite di animali, come accadde in Svezia con il Costridum Chauvoei fautore della zampa nera. Gli elementi chimici e batteriologici contenuti negli sversamenti dei digestati sui terreni, specialmente quando questi sono saturi di acqua, filtrano nelle falde e nei canali d’irrigazione, provocando l’inquinamento delle acque. All’interno dell’impianto oltre agli escrementi degli animali, vengono inserite coltivazioni cerealicole ricche di zucchero, esperimenti d’ibridazione genetica Hi-Tech: in primis il mais delle grandi Multinazionali Americane e Francesi. Per il mantenimento di un impianto a biogas da 50 Kwe (Kilo Watt elettrici) servono 3 tonnellate di mais giornaliero, 20 ettari di superficie solo per il digestore, così affermano i biogassisti del nord Italia sul forum on-line di agraria. Da questi ettari, devono uscire due cicli di mais più altre coltivazioni “energetiche” annue, senza dimenticare le coltivazioni per l’alimentazione del bestiame in fattoria. Per darvi un’idea delle quantità che occorrono, le aziende agricole che vogliono ottenere energia dai loro campi, devono sfruttare all’osso i loro terreni, con tutti i rischi del caso compreso il depauperamento, lavorare per alimentare un digestore e sostenere spese aggiuntive per il trasporto della materia organica sia in uscita che in entrata, oltre all’acquisto dall’esterno di biomassa aggiuntiva. E se poi gli incentivi finissero? La nuova regola introdotta dal consiglio comunale è un primo passo che limita marginalmente il boom del biogas. L’inserimento della clausola crea una linea direttrice per chi può e chi no. La strada si divide tra piccoli impianti di autosufficienza da 10 Kwe a situazioni più grandi per chi vuole farne un business, vista la nuova regola che non specifica se l’affitto di altri terreni è da considerarsi parte del fondo. La commissione agricoltura del Comune di Pontinia che si incontrerà a breve, dovrà lavorare sodo per iniziare finalmente a strutturare e salvaguardare un territorio che rischia di cadere nella bolla speculativa degli affitti, cambiando il mercato dei prodotti alimentari per l’allevamento. E’ arrivata l’ora per i politici di correre dietro a progetti più vicini alle persone e meno alle industrie e di salvaguardare quei pochi caseifici che rimarranno dopo il boom del biogas.

lunedì 14 luglio 2014

Gli Artisti della terza edizione del Festival

Gli Artisti del Festival
Pronta la programmazione del Festival Pontino degli Artisti di Strada. 

Pontinia si colora di magia con gli artisti partecipanti: Can Bagnato - Circo Bipolar - La compagnia della settimana dopo - Cia. Autoportante - Dario Rossi Live Percussion - Associazione La Rete - Il Maestro di Magia - Pyroetnico - Ludikantes - Compagnia Maia - Magicoliere Gegè - Estación Esperanza Ukulele Street Band. 

Lo staff in questo ultimo mese dalla chiusura del bando, ha visionato tutte le 98 richieste pervenute da tutt'Italia, e alcune anche dalla Spagna, un lavoro attento, dove capacità artistiche uniche nel genere si sono mescolate a curriculum artistici lunghi e a performance affascinanti. Sono state scelte le più adatte per il contesto spaziale che il Festival dispone per questa terza edizione. L’evento culturale organizzato dal Cantiere Creativo e patrocinato dal Comune di Pontinia previsto per sabato 19 luglio, è alle porte, la città si prepara per l'invasione d'arte. Un circuito immaginario tra le strade del centro cittadino, condurrà il pubblico in una dimensione artistica unica, accompagnata dalla musica, dalla magia, dal fuoco e dalle acrobazie aeree degli artisti di strada. Gli spettacoli si concentreranno principalmente nella Piazza storica del Comune e nelle strade adiacenti via Cesare Battisti, Filippo Corridoni, Via Marconi e Viale Italia. 

L’evento avrà inizio alle ore 20.00 con l’apertura degli stand del Mercatino Pontino dell’Artigianato e dello Street Food. Insieme alla giocoleria e all’artigianato, si unisce un concorso per fotografi, per partecipare, ci si può registrare entro le 18.00. Il circuito del Festival prevede uno spazio allestito per il cibo di strada con speciali piatti costruiti apposta per gustare al meglio gli spettacoli in strada: Trapinzino al prosciutto cotto al vino (con salse e verdura), Mozzarella in carrozza, Farinata di ceci, Hamburger di salsiccia con mozzarella, Cartoccio misto fritti. Presso il piazzale J.F.Kennedy antistante il Museo “Map”, più di 30 stand espositivi degli artigiani daranno seguito alle passate edizioni del Mercatino Pontino dell'Artigianato Handmade

Anche quest’anno il pubblico è parte attiva del Festival, potrà votare l’artista preferito con un sistema di votazione elettronico presso le postazioni "voto". A guidare il pubblico nel circuito sarà una mappa che si potrà trovare a breve nei circuiti commerciali, online e la sera del 19 luglio presso i nostri infopoint, con tutte le indicazioni indispensabili per conoscere la biografia e la posizione degli artisti, le postazioni di voto, i punti ristoro dello street food e del Mercatino artistico. 

Dalla mezzanotte spettacolo di chiusura in Piazza Indipendenza con i BARO DROM ORKESTAR di Firenze, GipsyKlezmer&BalkanTarantelle, un mix esplosivo che unisce tradizione, innovazione, originalità e che vi farà ballare dalla prima all’ultima nota. La chiusura dell'evento è prevista con la premiazione finale dei tre artisti più votati.

Pontinia sabato 19 luglio: Festival degli Artisti di Strada


Pontinia: Strade d'artista



La performance del "Duo Tandava", foto di Fabrizio Bellachioma
Con l’estate torna il Festival Pontino degli Artisti di Strada e Pontinia si colora di magia. L’evento culturale organizzato dal Cantiere Creativo e patrocinato dal Comune di Pontinia previsto per sabato 19 luglio, giunge alla terza edizione. Un circuito immaginario tra le strade del centro cittadino, condurrà il pubblico in una dimensione artistica unica, accompagnata dalla musica, dalla magia, dal fuoco e dalle acrobazie aeree degli artisti di strada. Gli spettacoli si concentreranno principalmente nella Piazza storica del Comune e nelle strade adiacenti, a partire dalle ore venti fino a mezzanotte. L’evoluzione della manifestazione cresce di anno in anno e le novità sono sempre un passo avanti con l’immaginazione. Chiuse da pochi giorni le iscrizioni sulla nuova piattaforma online “Brain”, novantotto sono gli artisti che hanno fatto richiesta da tutt’Italia per partecipare e lo staff è già all’opera per costruire il grande palcoscenico a cielo aperto. Un Festival d’arte che racchiude in se più strade artistiche. Insieme alla giocoleria e all’artigianato, si unisce un concorso per fotografi, bando in scadenza previsto per l’undici luglio, volto a raccontare la magia di una notte. Il circuito del Festival prevede uno spazio allestito per il cibo di strada con speciali piatti costruiti apposta per gustare al meglio gli spettacoli in strada e una zona artigianale presso il piazzale antistante il Museo “Map”, con gli stand espositivi degli artigiani del cuoio, della carta, del tessuto, del vetro e del metallo insieme a pittori, scultori, ceramisti e falegnami. Anche quest’anno il pubblico è parte attiva del Festival, potrà votare l’artista preferito tra tutti con un sistema di votazione elettronico presso le postazioni create ad hoc. I primi tre più votati riceveranno un premio di partecipazione durante la premiazione che si terrà a chiusura dell’evento, subito dopo lo spettacolo finale in Piazza Indipendenza. A guidare il pubblico nel circuito sarà una mappa con tutte le indicazioni indispensabili per conoscere la posizione degli artisti e di voto, i punti ristoro dello street food e del Mercatino artistico. L’idea di questa edizione è di inserire alcune buone pratiche utili di eco-sostenibilità e per questo la municipalizzata tra.sco si adopererà per il servizio di raccolta differenziata, con l’esposizione degli innovativi raccoglitori multimateriale e con i distributori di acqua potabile. Il Festival sta per tornare con una ventata di novità, augurando di portare il fresco canto della magia in una notte d’estate.

Pubblicato su Il Chinino - giugno 2014
Gianpaolo Danieli

Baro Drom Orkestar in concerto a Pontinia per il Festival degli Artisti di Strada


Il Festival Pontino degli Artisti di Strada ha in programma per voi un concerto strepitoso a chiusura della terza edizione. Sabato 19 luglio non potete mancare l'appuntamento di mezzanotte in Piazza Indipendenza a Pontinia per danzare fino all'ultima nota la musica trascinante dei Baro Drom Orkestar.

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Un mix esplosivo e coinvolgente che unisce tradizione ed innovazione e che vi farà ballare dalla prima all’ultima nota. Baro Drom Orkestar: Violino, fisarmonica, contrabbasso e batteria per un suono che spazia nella tradizione Klezmer con la melodia dei balcani e le atmosfere gipsy. Un mix tra innovazione e tradizione, una contaminazione culturale che come centro di gravità ha la danza.

Baro Drom  in lingua romanì, è la “lunga strada” che ha condotto gli antenati degli zingari dalle valli del Rajasthan al cuore dell’Europa. Questa antichissima popolazione ha portato colori, suoni e tradizioni culturali a tutt’oggi ancora molto vitali. La Baro Drom Orkestar, fondata nel 2010, propone un itinerario musicale che corre lungo questa antica via, toccando le horas rumene, le czardas ungheresi, il jazz gitano, il klezmer e i suoni del Mediterraneo, dalla pizzica salentina al rebetiko greco. Un coinvolgente mondo sonoro, legato alla danza, nel quale è davvero impossibile stare fermi.

Tradizione, innovazione ma soprattutto originalità sono le parole chiave che contraddistinguono GENAU!, grazie ai brani composti dall’Orkestar che caratterizzano questo nuovo lavoro, in un mix che come sempre farà ballare dalla prima all’ultima nota.


Sentinelle ambientali, le Api nell'Agro Pontino


L’Agro Pontino è riconosciuto in Italia per la produzione di miele di eucalipto

Alberi sempreverdi svettano sull’Agro, gli Eucalipti hanno tracciato un ruolo importante nella storia. Sono stati i monaci della tenuta Tre Fontane di Roma nel 1869, a coltivarli per primi, quando si pensava che gli effluvi aromatici potevano sanare l’aria insalubre malarica, probabilmente la regressione di quest’ultima, avvenne anche per l’azione di assorbimento delle acque stagnanti, impedendo la riproduzione dell’anofele. Così anche per la bonifica delle terre pontine, la piantumazione dell’Eucalyptus camaldulensis, insieme ad altre varietà: robusta, amygdalina, botryoides, viminalis, è stata determinante. Mille Km di fasce frangivento a protezione dell’ambiente agricolo, hanno permesso agli apicoltori locali di specializzarsi. 

Prima del disastroso attacco della Psilla Lerp, la produzione di miele era elevata. Oggi, con la perdita della metà dei Km di eucalipti, c’è una lenta ripresa, ma la moria di api, dovuta all’uso massivo dei pesticidi in agricoltura (fitofarmaci ai neonicotinoidi), ha portato ad uno spopolamento delle colonie. La provincia di Latina registra ottomila alveari, a confronto dei ventimila presenti negli anni passati. Bassa è la produzione di polline, causa della scarsa biodiversità agricola, sono previlegiate le essenze uniflorali. 

Valerio Piovesan con il corso di Apicultura
Valerio Piovesan, apicoltore da trent’anni, ci racconta. “Ho iniziato per passione con pochi alveari, stimolato dagli amici, ho intrapreso questa strada con il piacere di fare del bene”. Un piacere buono e dolce, il miele è un alimento sano. Continua Valerio: “Le api mi hanno insegnato a sentire le stagioni, mi hanno fatto riassaporare quei ritmi che nella frenesia della vita moderna sono andati in fumo”. Le api sono una meraviglia, non solo per Alice Rohrwacher, regista italiana premiata al Festival di Cannes con il film sulle api. L’apicoltura, è sostenibilità, salute, e promozione della biodiversità, ma soprattutto un mestiere, e Valerio propone una soluzione per le sciamature: “Il fenomeno a maggio è stato abnorme, con un call-center per il recupero degli sciami si fornisce un servizio prima di tutto e un lavoro per i giovani apicoltori che vogliono incrementare l’apiario”. Un’altra proposta viene dal mondo dell’Associazionismo apistico. 

Il 28 maggio presso l’Istituto zooprofillattico si è discusso sulle competenze territoriali delle Asl veterinarie, sui contratti tra apicoltore e agricoltore e sulla legge regionale 159/2013. Secondo Valerio, c’è molto da fare a livello normativo per tutelare l’apicoltura. “La pratica dell’impollinazione nelle serre di meloni, cocomeri e fragole ha introdotto un sistema di business per apicoltori di altre regioni. La gran parte delle famiglie di api funzionali solo a questo scopo muoiono, le Asl perdono il controllo delle colonie sul territorio e il rischio di contaminazioni con api malate o deboli aumenta, provocando un danno per noi apicoltori stanziali”.

Articolo pubblicato su "Il Chinino" numero 2 anno IV - Giugno 2014
rubrica Agri Cult di Gianpaolo Danieli

domenica 20 aprile 2014

Roma giovedì 24, Sit in: No Ogm


Giovedì, 24 aprile, dalle 13 alle 16:00, Sit in davanti al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali in occasione di una riunione tra il Ministro Martina e gli Assessori Regionali sul tema OGM. 

Le multinazionali OGM e i Governi mondiali stanno giocando con la vita delle persone e del pianeta tutto.


sabato 19 aprile 2014

Ogm Liberi in Italia?



Il Chinino riparte con il primo numero del 2014

Polline e pesticidi: il rapporto di Greenpeace

Fonte: www.apilombardia.it

Bee pollinating a flowerROMA, 16/04/2014 - Oltre due terzi del polline raccolto dalle api nei campi europei e portato ai loro alveari è contaminato da un cocktail di pesticidi tossici. Questo è il risultato allarmante di un nuovo studio di Greenpeace International, pubblicato oggi nell’ambito della campagna europea per salvare le api e proteggere l'agricoltura. Le sostanze chimiche rilevate nei pollini comprendono insetticidi, acaricidi, fungicidi ed erbicidi, prodotti da aziende agrochimiche come Bayer, Syngenta e BASF.
Il rapporto “Api, il bottino avvelenato” è il più vasto nel suo genere a livello europeo in termini di aree geografiche interessate e numero di campioni prelevati simultaneamente, con oltre 100 campioni provenienti da 12 Paesi. In totale sono state individuate 53 diverse sostanze chimiche. Lo studio evidenzia le alte concentrazioni e l’ampia gamma di fungicidi presenti nel polline raccolto vicino ai vigneti in Italia, l'uso diffuso di insetticidi killer delle api in quello dei campi polacchi, la presenza di DDE (un prodotto di degradazione del DDT, tossico e bioaccumulabile) in Spagna, il ritrovamento frequente del neonicotinoide thiacloprid in molti campioni raccolti in Germania.
"Il rapporto conferma l’elevata esposizione di api e altri impollinatori a un pesante cocktail di pesticidi tossici. C'è qualcosa di fondamentalmente sbagliato nell’attuale modello agricolo, basato sull'uso intensivo di pesticidi tossici, monocolture su larga scala e un preoccupante controllo dell'agricoltura da parte di poche aziende agrochimiche come Bayer, Syngenta & Co" dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura sostenibile di Greenpeace.
Il rapporto conferma i risultati di un recente studio dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che evidenzia vaste lacune conoscitive sulla salute delle api e degli impollinatori in genere, tra le quali gli effetti dei "cocktail di pesticidi" a cui sono esposti, e invita l'Ue e i governi nazionali a colmare queste lacune con ulteriori indagini scientifiche.
“Le api, e non solo loro, sono potenzialmente esposte a veleni micidiali. È l’ennesima dimostrazione che è necessario un cambiamento radicale verso un’agricoltura più sostenibile e l’Europa deve fare la sua parte, subito.” conclude Ferrario.
Alla luce di quanto riscontrato dal nuovo rapporto sulla contaminazione del polline, Greenpeace invita la Commissione europea e i governi nazionali a vietare completamente l’utilizzo dei pesticidi clothianidin, imidacloprid, thiamethoxam e fipronil, attualmente sottoposti a un divieto temporaneo e a vietare gli altri pesticidi dannosi per api e altri impollinatori (compresi clorpirifos, cipermetrina e deltametrina). Greenpeace chiede inoltre l’adozione urgente di piani d'azione per le api al fine di valutare gli effetti dei pesticidi sugli impollinatori e ridurne l’utilizzo; di stimolare ricerca e sviluppo di tecniche non inquinanti per la gestione dei parassiti e promuovere la diffusione di pratiche agricole ecologiche.
Per protestare contro la presenza dei pesticidi killer delle api nel polline, oltre 20 attivisti di Greenpeace hanno aperto oggi uno striscione di 170 metri quadri di fronte al quartier generale della Bayer, a Leverkusen (Germania), con la scritta: "Bayer: smettila di ucciderci", simbolicamente tenuto da due api. Con questa azione gli attivisti stanno ulteriormente sottolineando come l'industrie agrochimiche siano le principali responsabili del declino delle api nell’attuale modello agricolo industriale.

Terza Edizione di "Lievito" a Latina


Il Chinino Agri-Cult: Non avrete i nostri Semi

Il 2014 è l’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare (Aiaf), stabilito dalle Nazioni Unite con lo scopo di difendere un modello produttivo di piccola scala, rurale, genuino e sostenibile.
L’agricoltura familiare è un antidoto contro l’insicurezza alimentare, i cambiamenti climatici e aiuta la protezione delle risorse naturali. Nel sesto censimento generale dell’agricoltura del 2012 prevale la conduzione familiare, anche se l’aumento della gestione del fondo da società di capitali o cooperative, evidenzia una necessità legata al periodo di crisi economico e alle nuove tecnologie usate in agricoltura. 

Sono mille e 382 le aziende coinvolte nella produzione di colture per l’alimentazione d’impianti biogas. Con meno del 32,4 per cento delle aziende rispetto al 2000, cala anche la conduzione familiare (95,4 per cento), alimentata da ruralità, cultura contadina e disponibilità di superficie coltivabile media per azienda (circa 8 ha). Per conservare la biodiversità agricola e alimentare, e arginare le problematiche globali, si adoperano molte associazioni e movimenti: i Seed Savers (in Italia, Civiltà Contadina e Rete dei Semi Rurali). La loro azione cerca di conservare semi antichi, riprodurre le varietà e scambiarli all’interno della rete solidale per contrastare le nuove politiche industriali sulle sementi e il loro brevetto: da anni l’agro industria ha messo in atto una politica di ibridazione e di brevetti sui semi, inducendo i contadini a non riprodurre le varietà antiche, con il controllo sulle produzioni agricole e la qualità della biodiversità alimentare. Inoltre le multinazionali (Monsanto, Basf, Sygenta), hanno acquistato ditte sementiere trasformandole in filiali speciali che eliminano le varietà antiche, sostituite da ibridi F1 e semi transgenici (Ogm).

La pianura pontina, nonostante la biodisponibilità agricola, ha assunto fin dalla sua nascita un modello agricolo moderno, le colture specializzate nell’alimentazione animale prodotte hanno avuto un ruolo prevalente, la diffusione delle cooperative ha favorito l’uso di semi ibridi F1. Così le varietà antiche sono quasi scomparse: ne rimangono poche nelle realtà agricole di collina e nelle aziende biologiche e biodinamiche.

Il sistema di progresso moderno indicato dai summit internazionali chiede sostenibilità ambientale con la produzione di energia dalle piante, per ridurre l’uso delle fonti fossili e diminuire le emissioni nocive per il clima. Vivremo lo stravolgimento dell’equilibrio agricolo, con la totale copertura di colture ibride e nella peggiore delle ipotesi da quelle transgeniche. La strategia delle multinazionali è un progetto da 30 milioni di dollari: una banca genetica dei semi, un bunker sotto il permafrost del Mare di Barents, dove si conservano 4,5 milioni di varietà di sementi: la “banca dell’Apocalisse” contro la perdita botanica del patrimonio genetico tradizionale delle sementi in caso di catastrofe mondiale.


La resistenza contadina però continua. Un esempio è a Latina con il Manifesto “Banca della Zappa”, ideato da Roberto Lessio, agricoltore biologico, giornalista e ambientalista. La lotta troverà un percorso unico con la “Carovana Internazionale di Solidarietà per i Semi”, a Firenze il 29 aprile prossimo, che rafforzerà l’intenzione di continuare la storia dei nostri nonni, proteggere i nostri figli, tutelare la biodiversità coltivata, continuare a scegliere da soli il nostro cibo.

venerdì 28 marzo 2014

CineDocuForum 30 Marzo con Cantiere Creativo

Domenica 30 marzo, Pontinia è pronta per il secondo appuntamento della quinta edizione del CineDocuForum.
Cantiere Creativo sarà ospite del Museo Map di Piazza J.F.Kennedy per l'evento del CineDocuForum, previsto a partire dalle ore 17.00 con la partecipazione di Roberto Lessio.

Il percorso di proiezioni iniziato dall'Associazione a novembre 2010, continua imperterrito. L'evento di domenica prossima segue la lunga traccia lasciata già dall'appuntamento con il film "Terra Madre". Era il 5 dicembre 2010 quando il film di Ermanno Olmi, veniva proiettata nel teatro comunale Fellini per conoscere e approfondire la vita della comunità contadina e il valore della custodia dei semi da parte di contadini tradizionali. Il discorso agricolo contadino, ha continuato il suo percorso divulgativo l'anno scorso con la proiezione del documentario: "Genuino Clandestino" di Nicola Angrisano. Al centro dell’attenzione abbiamo posto la questione della risorsa agricola alimentare, riportata dalla realtà viva e consapevole del movimento di resistenza contadina! La resistenza, i contadini la mettono in atto creandosi una rete di scambi, che siano informazioni, attrezzatura, prodotti, semi e idee, e con il Genuino Clandestino sono riusciti a creare i mercati autoregolamentati e autogestiti: i mercati dei Campi Aperti. Il dibattito condotto dal responsabile dei Mercati della Terra Lazio di Slow Food, Roberto Muzi, ha permesso di approfondire il ruolo importante della tracciabilità alimentare, del saper riconoscere il cibo buono, pulito e giusto, per riprendere appunto lo slogan di Slow Food. Da questa esperienza è nata una collaborazione lo scorso febbraio con la condotta di Latina, con la realizzazione a Pontinia presso il Map, del primo Master Of Food: la Birra.

Domenica ci ritroveremo, per dare seguito a questo percorso con la proiezione del film di Marie Monique Robin: "Il Mondo Secondo Monsanto". Seguirà l'intervento di Roberto Lessio, agricoltore biologico, giornalista e scrittore di Latina, per i contadini, gli ortisti e appassionati è previsto uno scambio di semi. Il documentario, frutto di tre anni di ricerche, analizza la questione degli OGM e dei brevetti sulle sementi geneticamente modificate e sui fertilizzanti chimici prodotti dalla multinazionale americana, che attualmente possiede il 90% degli OGM presenti nel mondo . Non solo: grazie alle testimonianze degli agricoltori e agli autorevoli interventi di esperti come Vandana Shiva, il film mostra l’innumerevole serie di cause che coinvolgono la Monsanto, già condannata per negligenza, frode, attentato a persone e cose, disastro ecologico e sanitario e utilizzo di false prove. L’azienda, che si autodefinisce fautrice della “scienza della vita”, propone una propria filosofia secondo cui gli OGM sarebbero l’unico modo per nutrire i sei miliardi di persone presenti sulla Terra creando, allo stesso tempo, sementi sterili che vanno riacquistate ogni anno e resistenti ai soli erbicidi prodotti dalla Monsanto con l’unico scopo di non perdere il primato mondiale nel mercato. La terra, il cibo e l'agricoltura sono gli argomenti cardine che in questo percorso hanno seguito un'evoluzione divulgativa. Domenica 30 marzo con questo film, insieme a Roberto Lessio, agricoltore biologico, giornalista e scrittore di Latina vogliamo sviscerare l'argomento ritornando sulle orme tradizionali della civiltà contadina. Nell'insieme di saperi e tradizioni, la civiltà contadina si sostiene con comportamenti resistenti e duraturi e tutto con lo strumento della zappa. Da questo strumento, Roberto Lessio sta fondando un nuovo modello: il "Manifesto della Zappa". 

lunedì 24 marzo 2014

Secondo incontro: Manifesto fondativo della BANCA DELLA ZAPPA

www.controlacrisi.org
Venerdì 28 Marzo, presso i locali di SPAZIO BIO LATINA - Via Tanaro 13/23 Latina (vicino Torre Pontina), a partire dalle ore 17,00 proseguiranno gli incontri per stilare il Manifesto della Zappa.

di Roberto Lessio

La Banca d’Italia gestisce nel nostro paese la sovranità monetaria stabilita dall’art. 117 della Costituzione in nome e per conto del popolo italiano. In sostanza decide quanti soldi debbano circolare all’interno del nostro sistema economico. Dal 1998 la Banca d’Italia, che nel frattempo è stata trasformata in una Società per Azioni (SpA), fa parte del Sistema delle Banche Centrali Europee (SBCE). Da quell’anno la nostra sovranità monetaria è stata trasferita alla Banca Centrale Europea (BCE) che a sua volta decide quanta massa monetaria debba circolare all’interno degli stati che hanno adottato l’euro come moneta unica. Tra gli azionisti della BCE troviamo le banche centrali del Regno Unito, della Danimarca e della Svezia: nazioni a guida monarchica che non hanno mai deciso che l’euro diventi la propria moneta. E allora perché ne controllano comunque l’emissione? Un motivo ci deve pur essere. 

L’elenco degli azionisti della Banca d’Italia è sempre rimasto riservato, ma il 4 gennaio 2004 il settimanale “Famiglia Cristiana” per la prima volta nel nostro paese ha reso pubblico quell’elenco: solo il 5,67% è oggi in mano ad enti pubblici (INPS e INAIL), mentre la stragrande maggioranza, il 94,33% di quel capitale sociale è attualmente in mano a banche ed assicurazioni private. In particolare quasi 2 azioni su 3 appartengono ai due maggiori istituti di credito italiani: Intesa San Paolo con il 42,4% e Unicredit con il 22,1%, le quali controllano il terzo azionista (Assicurazioni Generali con il 6,3% delle azioni) attraverso Mediobanca. Si sente ripetere spesso che la Banca d’Italia è comunque un ente di diritto pubblico e che i suoi azionisti non possono in alcun modo condizionarne la gestione. In buona parte questo è vero, ma non esiste al mondo SpA che non tenga in qualche modo l’interesse dei suoi proprietari: queste società per definizione devono produrre utili per i loro azionisti. E allora come li produce quegli utili la Società per Azioni Banca d’Italia e come li distribuisce? In particolare chi e come vota il bilancio di questa SpA, la quale è a ancora oggi il controllore ufficiale di tutte le banche italiane: purtroppo anche di quelle di ispirazione popolare, etica e cooperativistica? Domande tutt’altro che retoriche nell’attuale fase congiunturale. 

Perché è proprio questo sistema finanziario che sta producendo l’ulteriore sostituzione del lavoro umano con macchine che richiedono tanta energia (fornita da combustibili fossili) e tanto capitale (ormai fatto di carta) per funzionare. I robot e le macchine stanno sostituendo sempre di più uomini e donne nelle fabbriche, negli ospedali e negli uffici. Per questo hanno costruito le centrali nucleari, le turbogas, le centrali a carbone e a petroli. Per questo hanno imposto i prodotti chimici e gli OGM in agricoltura. Per questo hanno imposto la disoccupazione su larga scala. Ma le mega-fabbriche e le mega-centrali che vanno tanto di moda non servono a niente senza energia e senza gli enormi capitali che servono per realizzarli. Al contrario una zappa funziona sempre e costa quasi nulla. 

Al termine dell’incontro, intorno alle 19,30, per chi vorrà assistervi, ci sarà l’illustrazione della possibilità di ottenere la fornitura di energia elettrica esclusivamente da fonti rinnovabili con un risparmio medio tra il 15 e il 18% sull’attuale bolletta, guadagnandoci pure.

martedì 11 marzo 2014

Il Programma didattico di Orto Circuito del Cantiere Creativo



“Orto Circuito”

Proposta programma di attività
Le attività di realizzazione dell’orto e delle aree annesse sono destinate agli alunni della scuola e rappresentano delle attività ludico-didattiche legate ai lavori nell’orto e a tematiche quali l’educazione ambientale e alimentare.
Si prevedono degli incontri sviluppati su di 1h / 1h e mezza di attività con cadenza settimanale o bisettimanale per classe, da concordare con il corpo docente.
La seguente proposta di attività è strutturata per classi di riferimento, adattando le attività ai diversi obiettivi di apprendimento e formativi dei cicli scolastici.
Le classi seguiranno un percorso parallelo contribuendo alla realizzazione dell’orto e delle aree annesse.
Alcune attività di realizzazione delle aree annesse saranno sviluppate su giornate di attività al di fuori del normale orario scolastico, con il coinvolgimento degli alunni e delle famiglie.


PERIODO NOVEMBRE – DICEMBRE

Classi di riferimento quarte e quinte, da sviluppare in 3 incontri per classe di circa un’ora.
  1. Presentazione progetto con gioco quiz introduttivo.
  2. Sopralluogo area giardino, con attività di misurazione delle diverse aree  (area compost, giardino, orto e area aromatiche).
Verrà misurato il perimetro del giardino e le aree annesse, facendo individuare agli alunni gli spazi per la realizzazione dell’orto e le opere annesse (compostiera, casa degli insetti e lombricaio), seguendo le indicazioni necessarie per una buona esposizione. Argomenti: temperatura, stagioni, clima.
Obiettivi formativi: cogliere la varietà e la ricchezza dell’esperienza nella sua dimensione spazio-temporale.
  1. Creazione mappa giardino/ agenda.
Verrà disegnata la mappa del giardino con la partecipazione attiva degli alunni. Sarà realizzato un cartellone-progetto del giardino con l’agenda delle attività che seguiranno nella programmazione dell’orto.
Obiettivi formativi: favorire lo sviluppo di attività metacognitive attraverso la costruzione e l’utilizzo di modelli e schemi.


Classi di riferimento terze, da sviluppare in due incontri per classe di circa un’ora.
  1. Introduzione con gioco “trama della vita”.
Il gioco web of life o trama della vita, sviluppa il concetto dell’essenzialità degli elementi nel ciclo naturale della vita.
Obiettivi formativi: osservare, leggere e interpretare la realtà cogliendo la relazione uomo e ambiente.
  1. Presentazione della compostiera, costruzione lombricaio.
L’incontro con i genitori ha portato alla realizzazione della compostiera, verrà presentato ai ragazzi l’utilità e il funzionamento di una compostiera. Argomento: il ciclo naturale organico delle piante, la trasformazione della materia organica, la fertilità del suolo, l’impiego dei materiali. Il riuso di materiali.
Obiettivi formativi:  cogliere la funzione delle scienze. Individuare qualità e proprietà di oggetti e materiali. Caratterizzare le trasformazioni di oggetti e di materiali diversi.

Al di fuori dell’orario scolastico: costruzione compostiera e orto lasagna con i genitori.


PERIODO GENNAIO
Classi di riferimento terze, da sviluppare in due incontri per classe di circa un’ora.
  1. Costruzione spaventapasseri con materiale riciclato
Obiettivi formativi:  Individuare qualità e proprietà di oggetti e materiali. Caratterizzare le trasformazioni di oggetti e di materiali diversi.
  1. Posizionamento dei recipienti per il recupero delle acque.
Argomento: il ciclo dell’acqua e il recupero delle risorse naturali.
Obiettivi formativi: intuire la necessità di mettere in atto comportamenti ecologicamente adeguati.


PERIODO FEBBRAIO
Classi di riferimento prime e seconde, da sviluppare in un incontro per classe di circa un’ora
  1. Incontro introduttivo con letture animate.
Il tema dell’ambiente entrerà in contatto con gli alunni delle prime classi attraverso la narrazione delle favole.

Classi di riferimento : tutte le classi, da sviluppare in un incontro per  classe di circa un’ora.
  1. Realizzazione semenzaio in classe
Attraverso il riuso di materiali sarà allestito un piccolo semenzaio in ogni classe, affinché gli alunni possano osservare la crescita del seme. Argomento: il ciclo evolutivo della pianta a partire dall’importanza dei semi.


PERIODO MARZO
Classi di riferimento: prime e seconde, da sviluppare in due incontri per classe di circa un’ora
  1. Realizzazione abecedario di piante aromatiche, officinali, fiori e ortaggi.
Sarà realizzato attraverso il disegno, un abecedario contenente per ogni lettera una varietà di pianta che successivamente sarà seminata o trapiantata nell’area dell’orto.
Abilità: classificare e descrivere esseri viventi e non in base alle caratteristiche peculiari.
Apprendimenti: operare confronti e classificazioni degli elementi della realtà circostante.
Classi di riferimento terze, da sviluppare in due incontri per classe di circa un’ora.
  1. Decorazione della casetta degli insetti.
L’incontro con i genitori ha portato alla realizzazione della casetta degli insetti, il funzionamento di quest’ultima sarà spiegata agli alunni. Sarà decorata utilizzando colori e disegni.
  1. Composizione della casa degli insetti.
Verranno inseriti i materiali organici (legno, pigne, foglie ecc) per creare l’habitat naturale degli insetti.
Argomento: la vita degli insetti, collaboratori essenziali per l’equilibrio naturale dell’orto.
Obiettivo formativo: Progettare e realizzare esperienze concrete ed operative.
Classi di riferimento quarte e quinte, da sviluppare in un incontro per classe di circa un’ora.
  1. Preparazione del terreno per il trapianto
L’incontro con i genitori ha portato alla realizzazione dell’orto a lasagna, che sarà preparato per i primi trapianti delle giovani piantine.
Argomento: la struttura del suolo e il ciclo vegetativo delle piante.
Obiettivi formativi: osservare, leggere ed interpretare la realtà, cogliendo la relazione uomo e ambiente.

Al di fuori dell’orario scolastico: Costruzione della casa degli insetti con i genitori
In caso di condizioni meteo avverse, sono previste attività ludico didattiche alternative e visioni di documentari e cartoni animati, da svolgere negli edifici scolastici


PERIODO APRILE
Classi di riferimento terze, quarte e quinte, da sviluppare in un incontro a classe per circa un’ora.
  1. Trapianto delle giovani piantine nell’orto.
Gli alunni si vedranno impegnati nell’atto di trapiantare a terra le giovani piantine, avendo un contatto diretto con la terra e i suoi strumenti.
Obiettivi formativi: osservare, leggere ed interpretare la realtà, cogliendo la relazione uomo e ambiente.

Classi di riferimento prime e seconde, da sviluppare in un incontro per classe di circa un’ora.
  1. Trapianto delle piante aromatiche dell’abecedario con gioco cinque sensi.
Gli alunni si vedranno impegnati nell’atto di trapiantare a terra le piante aromatiche, mettendo in risalto i sensi del tatto, vista e olfatto.
Obiettivi formativi: esplorare il mondo attraverso i cinque sensi.


PERIODO MAGGIO – GIUGNO
Tutte le classi, con un incontro a classe di circa un’ora.
  1. Cura dell’orto e area erbe aromatiche
Festa della Primavera:  raccolta dei prodotti, lavori conclusivi, proiezione cartone animato.
Inizieremo a raccogliere i frutti del lavoro svolto, sia dal punto di vista pratico nell’orto che con gli elaborati grafici degli alunni (cartelloni, abecedario ecc.). Proiezione di un cartone animato a tema ambientale. Partecipazione dei genitori.



PERIODO SETTEMBRE – OTTOBRE
Tutte le classi con un incontro a classe di circa un’ora.
  1. Raccolta e attività sull’alimentazione.
L’importanza degli ortaggi e delle verdure nell’alimentazione.
2 OTTOBRE Festa con i nonni: laboratori di cucina, trasmissione orale delle ricette tradizionali, e creazione prodotti fatti in casa.

Il 2 ottobre è la festa dei nonni, che vedrà concludersi il ciclo del progetto Orto Circuito, attraverso la trasmissione delle ricette e dei saperi culinari appartenenti al territorio e tesoro di ogni famiglia. In questo modo gli alunni potranno collaborare con i nonni, i genitori, gli insegnanti e gli operatori alla festa con prodotti fatti in casa.

domenica 9 marzo 2014

Da Spazio Bio Latina: Manifesto fondativo della BANCA DELLA ZAPPA

Venerdì 14 Marzo 2014, presso i locali di SPAZIO BIO LATINA
  Via Tanaro 13/23 Latina (vicino Torre Pontina), a partire dalle ore 17,30
 si terrà il primo incontro per stilare il

Manifesto fondativo della
BANCA DELLA ZAPPA


In Italia circa un terzo delle persone in età lavorativa è disoccupata. Sono soprattutto giovani, donne e residenti nel Sud del nostro paese. Tre caratteristiche che se sommate tutte insieme, rendono difficilissimo trovare un qualsiasi impiego, semplicemente partendo dai propri meriti e dalle proprie competenze. Sembra impossibile immaginare che la creazione sistematica di opportunità di lavoro per tutti, senza ricorrere a raccomandazioni, a protezioni politiche, a finanziamenti bancari o a prestiti da parte delle istituzioni pubbliche è in realtà alla portata di mano. Basta invertire il processo economico che espropria la ricchezza prodotta da chi la produce, facendola accumulare sempre di più nelle mani di pochi. Cioè di quel 10% della popolazione che da sola possiede il 50% della ricchezza del nostro paese.

Attualmente è opinione diffusa (ma falsa) che tali opportunità possano essere generate solo dall’attuale sistema finanziario. Un sistema ormai fuori controllo da parte delle istituzioni e dei governi delegati dai cittadini a tutelarli e a rappresentarli. Mentre in realtà è solo il lavoro a creare ricchezza, reddito e nuove opportunità occupazioni.

La Banca della Zappa è una banca a tutti gli effetti. Nel senso che gestirà la ricchezza prodotta dai suoi aderenti, al fine di incrementare il benessere complessivo della collettività; quindi anche delle persone che non vi aderiscono. Ma al contempo è “banca al contrario” o una “non banca” se si preferisce. Nasce per ristabilire l’esatto ordine delle cose e per riaffermare l’inviolabilità e l’irrinunciabilità di due princìpi della Costituzione italiana:

Art. 1:“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”;
Art. 117: “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: (omissis)… moneta; tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie.”

Dunque “rifondare l’Italia sul lavoro” con una “perequazione delle risorse finanziarie” (risorse comunque generate dalle nostre attività lavorative), è a tutt’oggi un obbligo costituzionale. Obbligo che sembra non interessare più nessuno a livello politico. Dunque bisogna per prima cosa iniziare a mettere mano agli ignobili meccanismi finanziari che la fingono di governare questo paese.
E’ l’unica cura possibile per la nostra nazione allo sbando.
Durante l’incontro verranno forniti anche i primi esempi pratici dell’attività della Banca.